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Immigrazione

“Fermate quel Decreto”

Diverse città italiane chiedono lo stop del provvedimento salviniano su immigrazione e sicurezza. Ci provano anche gli ecosociali a Bolzano ma Caramaschi risponde picche.
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C’è chi dice no. Prima Torino e poi Bologna e Bergamo, hanno approvato un ordine del giorno per chiedere alle rispettive giunte la sospensione del Decreto Salvini su sicurezza e immigrazione fino alla fine dell’iter parlamentare. Il sindaco di Padova Sergio Giordani dice di più: “Ci faremo promotori di una lettera per chiedere al premier Giuseppe Conte di sospendere gli effetti del decreto e di aprire un confronto con l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ndr)”.

E ancora: 60 sindaci pugliesi annunciano di voler chiedere lo stop e in una nota sottolineano che il provvedimento prevede “23mila migranti in meno nel circuito dell’accoglienza, la revoca di circa 1.500 permessi di protezione umanitaria e la chiusura di decine di Cas e Sprar. Le stime Anci sono raccapriccianti per i Comuni: 280 milioni di euro di costi amministrativi che ricadrebbero su Servizi sociali e sanitari territoriali”.

In Alto Adige Sinistra Unita - Vereinte Linke e i Verdi invitano il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi ad aggregarsi ai “disobbedienti”. “In particolare mi preoccupa l’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e il restringimento del Sistema Sprar in favore dei grandi centri di accoglienza”, ribadisce la referente comunale per l’immigrazione Chiara Rabini che chiede al primo cittadino di applicare al più presto anche a Bolzano il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e che “si chiudano i grandi centri iniziando dall’ex Einaudi, dedicato alle famiglie e bambini”:

 

 

Una richiesta che però non trova una sponda nel sindaco Caramaschi che al Corriere dell’Alto Adige dichiara: “Il decreto sicurezza non rientra nelle nostre competenze, occupiamoci della città non di fuffa”. Intanto però il tempo non sembra essere galantuomo; il ministro dell’Interno Salvini fa sapere che il Decreto sarà tramutato in legge tra martedì e mercoledì prossimo.

 
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