Nicola Zingaretti
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Europee

Köllensperger, i dubbi di Zingaretti

Il segretario con gli europarlamentari uscenti del Nordest, contrari all’apparentamento che “ruberebbe” un seggio al Pd. Ma il dialogo prosegue, anche per Bolzano.
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L’intesa si complica, anche se il dialogo è in corso. La candidatura alle europee di Paul Köllensperger, lanciata da Alessandro Huber, appare una strada in salita. Si sono messi in mezzo, a quanto pare, gli europarlamentari uscenti del Nordest. Big come Cécile Kyenge, Paolo De Castro e Isabella De Monte temono che la lista delle minoranze linguistiche, il Team K., ottenga con il proprio simbolo, grazie alla soglia dei 50.000 voti più uno, uno dei tre seggi assegnati ai dem nel collegio. Sono voci ascoltate dal partito a Roma: Zingaretti stesso pare abbia sposato questa linea, anche se non ci sono decisioni ufficiali. Ma nonostante la “controproposta” - l’inserimento di un candidato nella lista Pd - abbia lasciato freddo Köllensperger, la trattativa va avanti.

 

La protesta dei big

Mentre Zingaretti a livello nazionale cerca di formare il “listone arancione”, proposto in prima istanza da Calenda, con i Verdi italiani, Pizzarotti e +Europa (sfilata da Della Vedova a Emma Bonino), in Alto Adige si continua nonostante tutto a puntare verso un’intesa locale. Il segretario dei dem in provincia di Bolzano Huber aveva lanciato la candidatura unitaria “di un esponente di lingua tedesca”, ed è proprio questa proposta che ha generato i dubbi di Roma.

 

Paul Köllensperger

Paul Köllensperger alla presentazione del Team K.: la lista non vuole rinunciare al proprio simbolo nell’alleanza con il Pd per le europee.

 

Il motivo starebbe proprio nella concorrenza per i seggi, già dati in calo visto che quelli centrati dal Pd alle europee 2014 erano sette. L’apparentamento con una lista delle minoranze linguistiche comporta che qualora quest’ultima ottenga 50.000 voti più uno, ottenga automaticamente un eletto, “togliendolo” a quelli centrati dall’accorpamento. Una circostanza che ha messo in allarme gli uscenti del Nordest, persone con un ampio consenso, dalle 70.000 alle 90.000 preferenze ottenute in Emilia Romagna, Veneto e Friuli. “Perché dobbiamo fare campagna elettorale - è la risposta riassunta in ambienti pd - se poi dall’Alto Adige ci portano via un seggio?”. 

 

“Non facciamo l’autogol di Forza Italia-Svp”

Nessuno in pratica vuole impegnarsi sapendo di restare fuori e tantomeno vuole disperdere il proprio bagaglio di preferenze. Sempre fra i dem si ricorda “l’autogol” di Forza Italia nel Nordest che ha siglato l’intesa con l’Svp per far rieleggere Dorfmann: dicendo sì, si mormora con una certa soddisfazione, gli azzurri e l’uscente Elisabetta Gardini rischiano di lasciare alla Volkspartei l’unico eletto assegnato dai sondaggi nella circoscrizione.

 

Alessandro Huber

Alessandro Huber, segretario del Pd altoatesino, ha lanciato la candidatura comune di Paul Köllensperger alle europee. Ma il partito nel Nordest e a Roma è contrario. 

 

Il pressing è rimbalzato a Roma, dove la voce dei big delle tre regioni pare sia ascoltata, anche se ci sono coloro che si spingono per l’apparentamento. Zingaretti non sarà ufficialmente segretario fino a domenica, ma secondo fonti interne starebbe sulla linea espressa dai primi.

 

La trattativa continua

Le parti comunque continuano a trattare, convinti che il dialogo porterà sicuramente a un’intesa per le comunali, vedi Bolzano. Il Team K. è rimasto freddo sul possibile inserimento di un proprio candidato - lo stesso Paul Köllensperger o qualcun altro - sotto il simbolo democratico. Intanto la lista altoatesina tiene aperto anche il confronto con +Europa, che potrebbe alla fine non schierarsi con Zingaretti. La partita è in corso.

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