Achammer, Alleanza, domenica, libera
USP
L’assessore Philipp Achammer, quinto da sinistra, con la delegazione dell’Alleanza per la domenica libera in Alto Adige
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L’incontro

Liberi di domenica

Lotta alle aperture festive, Achammer aderisce e boccia la riforma Lega-M5s. “Meglio una norma locale, convinceremo le Regioni”.
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L’incontro con i rappresentanti dell’Alleanza per la domenica libera, che in Alto Adige è una presenza radicata, per una delle prime riunioni istituzionali da titolare delle deleghe economia e lavoro. L’assessore Philipp Achammer nei primi mesi della nuova giunta ha dato attenzione all’aggregazione nata nel 2009 che vede tra le proprie fila sindacati, comunità e associazioni religiose, fra cui la diocesi cattolica di Bolzano. 

 

Sì alla causa

 

Come altre iniziative analoghe in Europa, l’alleanza punta a mantenere libera la domenica da attività lavorative non strettamente necessarie per favorire i contatti familiari e sociali e - anche - le attività spirituali. L’attenzione si incentra in modo particolare sul settore del commercio, interessato da una tendenza all’apertura domenicale e festiva che sembra ormai acquisita. Un tema, questo, che a livello nazionale è stato alla ribalta (salvo poi sfumare, come altri argomenti) nella fase di avvio del governo giallo-verde, dato che il Movimento 5 stelle aveva proposto in campagna elettorale un freno alla liberalizzazione introdotta nel 2011 dall’esecutivo Monti. In tempi recenti si è arrivati - attraverso il confronto con le altre proposte, a partire da quella leghista - al testo che si concentra su una stretta a “12 weekend” di apertura l’anno.

La domenica libera è di interesse comune, viene incontro alle esigenze dell’economia locale, alle numerose aziende a conduzione familiare e ai dipendenti

Proposta che Achammer ha mostrato di non approvare. L’assessore ha detto qualcosa in più di una semplice dichiarazione di appoggio alla causa dell’Alleanza. Definendo la domenica libera “di interesse comune”, ha fatto presente che le chiusure festive “vengono incontro alle esigenze dell’economia locale, caratterizzata da strutture di piccole dimensioni, e così alle numerose aziende a conduzione familiare e ai dipendenti”. Un fetta di società che integra anche il bacino elettorale dell’Svp, ma non solo, e che spera nell’azione della nuova giunta Kompatscher.

La proposta del governo non ci soddisfa, la giunta vuole riacquisire le competenze sugli orari dei negozi, per dare la giusta considerazione alle esigenze altoatesine

Achammer si è detto insoddisfatto dal testo del governo, evidenziando che la giunta provinciale è impegnata a riacquisire a lunga scadenza le competenze in materia di orari di apertura degli esercizi commerciali. Lo scopo è fissare una regolamentazione che tenga nella dovuta considerazione le esigenze altoatesine. “Intendiamo convincere anche altre Regioni, che le regolamentazioni a livello locale hanno maggior logica”, ha concluso Achammer. I rappresentanti dell'Alleanza non hanno potuto che gradire.

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Kommentare

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magda baur 14.03.2019, 21:50

Una legge regionale protegge solo i poteri forti. Alla politica il consumatore non interessa. Ci trattano come piccoli bambini. Sono loro a sapere cosa va meglio per noi. Anche se siamo poi noi a pagare il conto. Che lascino il consumatore a decidere quando e dove vuole fare la spesa. Se vuole fare la spesa nel supermercato e risparmiare un po o se vuole spendere tutto il suo migro stipendio dal Dorfkaiser.

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Livia Minnea 14.03.2019, 22:05

Ma che beffa. Fanno pretendere di operare nel nostro interesse, di proteggerci dal "consumismo", di darci "un giorno libero". Siamo ben abbastanza maturi per decidere autonomamente dove e quando è meglio per noi fare la spesa. E´una marcia indietro. Purtroppo i consumatori non sono organizzati, non riescono a difendersi. La legge che quì si propone danneggia il novante per cento della popolazione e va bene per il 10 per cento. Quel 10 per cento è però molto influente.

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Paolo Gelmo 17.03.2019, 18:09

Concordo con i commenti di Magda e Livia. In effetti manca una “Alleanza tra consumatori e… lavoratori domenicali”.
Per andare incontro ad un precetto religioso antiquato e a supposti "difensori dei commessi", si dimenticano le esigenze dei consumatori e il rispetto dovuto a milioni di lavoratori domenicali, indirettamente accusati, di non stare con le loro famiglie. Che si vergognino!

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