Nasir
Salto.bz
Advertisement
Advertisement
Storie

17 anni non bastano

Le radiografie ossee dicono che Nasir, giovane migrante del Gambia, è minorenne, per la questura ha 29 anni. È finito in strada, a Bolzano, lo hanno salvato i volontari.
Advertisement
Advertisement

Gli sbarchi sono diminuiti, l’emergenza immigrazione non è più un’emergenza, eppure gli episodi di mala accoglienza stridono ancora nell’opulenta provincia altoatesina. La storia, questa volta, riguarda un giovane richiedente asilo originario del Gambia, Nasir (nome di fantasia), approdato a Bolzano da Salerno.

Con sé Nasir ha poche cose, tra queste un certificato medico, consegnatogli dal Centro Salernitano di Tomografia Computerizzata, dal quale risulta che il ragazzo è minorenne, “17 anni, +/- 6 mesi”. Nasir stesso dichiara di essere nato nel 2002 e l'RX, ordinato dal suo avvocato, lo dimostra. Il metodo più utilizzato per determinare l’età è, infatti, la valutazione della maturazione ossea del polso e della mano.

 

Doc

“Piccolo” particolare: il giovane è in possesso di un permesso di soggiorno per richiesta asilo rilasciato dalla questura di Salerno che riporta il 1990 come anno di nascita. Ed è qui che iniziano i guai.

 

Doc

Il 5 febbraio Nasir arriva a Bolzano e il servizio Infopoint a cui si rivolge lo colloca, sulla base del certificato medico di Salerno, presso Casa Conte Forni, uno dei Centri di Pronta Accoglienza (CPA) per minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio altoatesino e gestiti da Volontarius. Nella struttura però rimane solo una notte, il giorno successivo viene allontanato.

“A causa della data [di nascita] sbagliata, una volta scaduto il permesso di soggiorno - è la cronistoria di Volontarius - ha dovuto lasciare il campo. Il ragazzo, essendo effettivamente minorenne, avrebbe diritto ad essere accolto in un centro per minori, ma con questo documento errato non è possibile”. Bisogna che si arrangi, in sostanza. È il primo caso noto, a Bolzano, di un minore non accompagnato a cui non viene permesso di accedere al sistema di accoglienza.

 

Arriva la cavalleria

 

Della vicenda viene a conoscenza, tramite la Consulenza Profughi della Caritas e l’associazione Bozen Solidale, Schutzhütte B1 Rifugio, costola di Binario 1 - il gruppo nato nel 2015 come movimento spontaneo di volontari -, che si occupa di far conoscere le situazioni precarie, specie quelle relative a persone in fuga appartenenti alle categorie vulnerabili, come appunto i minori non accompagnati, alle autorità competenti. Progetto, quello dello Schutzhütte, che fra l'altro è in scadenza: il 15 marzo si chiude.

L’8 febbraio Nasir viene ospitato presso il Rifugio (sito a Bolzano), l’alternativa è la strada. A farsi carico del minore sono di fatto dei volontari, nonostante i posti nei centri di accoglienza e nella stessa Emergenza freddo ci siano. Il gruppo di via Carducci denuncia il caso ai servizi sociali del SIS (a cui spetterebbe il compito di predisporre gli esami per stabilire l’età del giovane migrante), alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, alla Garante provinciale per l’infanzia e l’adolescenza. Ma al 29 febbraio ancora nessuna misura è stata fattivamente presa per risolvere la situazione. Nel frattempo viene allertato anche l’UNHCR, L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. 

 

Nasir

Nasir e una volontaria entrano nello Schutzhütte B1 Rifugio di via Carducci, 19 a Bolzano

 

“È evidente che Nasir non ha 29 anni, in ogni caso se c’è un dubbio vige il principio di presunzione della minore età”, ricorda Ermira Kola dello Schutzhütte B1 Rifugio. Come recita infatti una circolare del ministero dell’Interno del 2007 “il Comitato sui diritti dell’infanzia dell’Unicef, nell’affermare, al punto 31 del Commento Generale n. 6 del 3.6.2005 alla Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia del 1989, l’importanza prioritaria della valutazione dell'età del minore in modo scientifico, sicuro e rispettoso dell’età, del sesso, dell’integrità fisica e della dignità del minore, raccomanda, nei casi incerti, di ‘accordare comunque alla persona il beneficio del dubbio, trattandola come se fosse un bambino’. Peraltro, in materia di accertamento dell'età del minore, l’art. 8, comma 2, del D.P.R. 22.9.1988, n. 448, recante ‘Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni’, fissa il principio di presunzione della minore età, stabilendo che ‘qualora, anche dopo la perizia, permangono dubbi sull’età del minore, questa è presunta ad ogni effetto’”. E ancora: “Il predetto principio, fondato sul dovere di garantire al minore la più ampia tutela dei diritti, si ritiene possa trovare applicazione in via analogica anche in materia di immigrazione, ogni volta in cui sia necessario procedere all’accertamento della minore età. Pertanto, la minore età deve essere presunta qualora la perizia di accertamento indichi un margine di errore. Si soggiunge, infine, che fintantoché non siano disponibili i risultati degli accertamenti in argomento, all’immigrato dovranno essere comunque applicate le disposizioni relative alla protezione dei minori”.

 

L’altra prova

 

Perché allora il ragazzo non viene inserito nelle maglie dell’accoglienza? Sussiste forse un pregiudizio sull’autenticità del documento medico rilasciato a Salerno? Servono altre prove. Nasir viene accompagnato dai volontari - a seguirlo c’è in prima linea Bozen solidale - all’STP, l’Ambulatorio d’Assistenza Sanitaria allo Straniero Temporaneamente presente sul territorio. Il ragazzo vuole richiedere, e la legge glielo consente, un accertamento sanitario. E dunque la minore età del giovane viene attestata anche da una nuova radiografia ossea. Interviene anche Chiara Rabini, consigliera comunale dei Verdi a Bolzano e referente per gli immigrati, che invia un sollecito alla Procura. Tutto tace.

“Nasir sta frequentando i corsi di lingua, la mattina al centro Vintola e il pomeriggio all’associazione Scioglilingua, se venisse accolto in una struttura per minori potrebbe anche restarci per legge fino a 21 anni con decreto motivato, e avere quindi una possibilità, così invece rischiamo che finisca in cattive acque”, avverte Kola. Per ora, e come già accaduto in molte occasioni, c’è la società civile a fare da supplente, uno spartito solitario nei feudi della fredda burocrazia. 

 

 

Advertisement

Weitere Artikel zum Thema...

Advertisement
Advertisement
Advertisement